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Edizioni Alter Ego

Alter Ego Edizioni è una casa editrice con sede a Viterbo, specializzata nella pubblicazione di libri di autori emergenti. Attiva inizialmente sul territorio della Tuscia e del Lazio, dal 2014 ha esteso il proprio raggio d’azione a tutta l’Italia.

Per la distribuzione riserva particolare attenzione al territorio di pertinenza dell’autore, garantendo la presenza del libro.
Stringendo accordi con librerie, cartolibrerie ed altre attività riescono a garantire la presenza a scaffale delle pubblicazioni in centinaia di punti vendita in tutta Italia; con la possibilità di ordinare in molte altre librerie.

Dal 2015, Alter Ego è presente nei circuiti della grande editoria con Agathoi, collana di punta della casa editrice.

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Edizioni Ancora

Àncora è una casa editrice d’ispirazione cattolica.

Il suo logo è un’ancora blu cui sono aggrappate persone con la curiosità per la vita e la passione per i libri; un marchio che da sempre è sinonimo di testi di spiritualità cristiana destinati a religiosi e a laici desiderosi di approfondire la propria fede. Negli ultimi anni – pur mantenendosi fedele alla propria tradizione – Àncora Editrice ha sentito l’esigenza di rivolgersi anche ad un pubblico più vasto, a quei «cercatori di Dio» affamati di parole che rispondano ai più profondi interrogativi dell’uomo.

Il catalogo annovera autori di spicco come Joseph Ratzinger, Carlo Maria Martini, Raniero Cantalamessa, Gianfranco Ravasi, Bruno Maggioni, Silvano Fausti e firme prestigiose del mondo giornalistico come Andrea Pamparana, Renzo Allegri, Giorgio Torelli.

Una precisa indicazione di rotta guida gli Ancoristi: diffondere il messaggio evangelico e creare occasioni di cultura, capisaldi che costituirono anche la felice intuizione di Lodovico Pavoni, il prete bresciano che, fondando nel 1821 la prima Scuola Grafica d’Italia, diede anche inizio ad una attività editoriale. Inizialmente sviluppata e gestita come attività della Congregazione religiosa degli Artigianelli Pavoniani, il 18 gennaio 1934 nasce formalmente l’Editrice Àncora.

Oggi Àncora non è solo una casa editrice; dal 1997 fa parte della società Àncora s.r.l. che comprende anche cinque librerie e uno stabilimento grafico. Disporre di una tipografia con tecnologie avanzate permette di assicurare la buona qualità della grafica e della stampa dei libri; al contempo poter contare sui propri negozi consente ad Àncora di controllare l’intera «filiera» del libro, dall’ideazione alla vendita.

Grazie ai religiosi Pavoniani e a un personale di bordo sempre più ricco di laici, l’opera del fondatore continua. Le macchine digitali hanno sostituito i torchi, i computer sono subentrati alle macchine da scrivere, una produzione più aperta alla cultura attuale ha affiancato i filoni tradizionali; eppure, oggi come allora, certe emozioni sono rimaste intatte: dal fiuto per l’opera di qualità alla fatica che accompagna la lavorazione meticolosa di ogni libro, dal brivido della prima copia all’entusiasmo di vedere il marchio sugli scaffali delle librerie, dalla gioia di scoprire una pubblicazione Àncora fra le mani della gente… alla speranza che essa sia di nutrimento spirituale e arricchimento culturale.

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Edizioni Baldini & Castoldi

Fondata nel 1897 come Baldini & Castoldi, con sede nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Ne erano soci Ettore BaldiniAntenore CastoldiAlceste Borella e il poeta Gian Pietro Lucini.

Nel 1940 la gestione si rinnovò con l’entrata di Enrico Castoldi che aprì maggiormente alla presenza in catalogo di autori stranieri. Inizia però anche un calo delle vendite che negli anni settanta portò la casa editrice sull’orlo del fallimento. La casa non chiuse, ma dal 1981 non pubblicò più nulla fino al 1991 quando Alessandro Dalai rilanciò il marchio avvalendosi della collaborazione dello zio Oreste del Buono.

Nel maggio 2003, la società assume il nome di Baldini Castoldi Dalai Editore, poi solo B.C. Dalai Editore. Nel 2011 infine il marchio cambia il nome in Dalai Editore e il marchio “Baldini & Castoldi” viene mantenuto come nome di collana.

Tra il 2011 e il 2012, tuttavia, la casa editrice si trova ad affrontare una nuova crisi aziendale. A febbraio del 2014 la società fallisce definitivamente.

Nel frattempo la sigla editoriale è stata presa in affitto, con l’obiettivo di continuarne l’attività, da una nuova società denominata nuovamente Baldini&Castoldi srl, distribuita da Messaggerie e promossa da Libromania e fondata da Michele Dalai (figlio dell’editore) e da Filippo Vannuccini.

Nel giugno 2017 il controllo dell’azienda viene acquisito dalla casa editrice La nave di Teseo, divenuta titolare del 95% del capitale sociale. Il 5% rimane a Filippo Vannuccini, mentre lascia Michele Dalai.

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Edizioni Bompiani

Bompiani è una casa editrice italiana fondata da Valentino Bompiani nel 1929 a Milano, marchio editoriale del Gruppo RCS Libri S.p.A.

Negli anni trenta Bompiani trova le prime alleanze che daranno identità alla propria casa editrice. Vi collaborano Cesare Zavattini, Antonio Banfi (poi, al suo posto, Enzo Paci e infine Umberto Eco, che dagli anni cinquanta dirige collane di studi e vi pubblica fedelmente i propri scritti), quindi Elio Vittorini (che vi pubblica anche i propri scritti), e dagli anni settanta Antonio Porta, poi Mario Andreose, Elisabetta Sgarbi (sorella del critico d’arte Vittorio e direttrice del quadrimestrale «Panta») e Giovanni Reale (curatore con Dario Antiseri anche di una Storia della filosofia dal 2009).

Un’impresa originale e molto apprezzata è stata il Dizionario delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, uscito per la prima volta nel 1946 e aggiornato negli anni. L’ultima edizione è del 2005.

Nel 1972, la proprietà passa alla FIAT che con la finanziaria IFI (poi diventata Exor) acquista la Sonzogno, la Fratelli Fabbri e la ETAS, per poi diventare dal 1990 il gruppo RCS, al quale appartengono anche la Sansoni, la Rizzoli, La Nuova Italia, la Marsilio Editori e percentuali d’altre case editrici.

Nell’ottobre 2015, il gruppo Mondadori della famiglia Berlusconi acquisisce RCS LIBRI, compresa la Bompiani. Elisabetta Sgarbi, responsabile della casa editrice, si dimette dopo aver provato a comprare il marchio Bompiani, fondando poi una nuova casa editrice; la seguono alcuni autori storici del catalogo Bompiani, tra i qualiUmberto Eco. Nel febbraio 2016, dopo l’apertura di una procedura dell’Antitrust per diluire la dominanza delle quote di mercato librario controllate dal Gruppo di Segrate a seguito dell’acquisizione di RCS LIBRI, l’amministratore delegato Ernesto Mauri dichiara che Mondadori dovrà cedere la Bompiani e Marsilio.

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Edizioni Bookme

Bookme è il nuovo marchio della De Agostini dedicato alla narrativa per adulti, in cui si trovano storie capaci di coinvolgere un pubblico generalista con trame ben strutturate e voci genuine, dando spazio anche alcuni esordi italiani.

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Bottega Errante Edizioni

BEE – Bottega Errante Edizioni è una casa editrice che inizia il proprio viaggio nel Nord Est, con lo sguardo rivolto ai Balcani e ad altre geografie narrative.

BEE pubblica pochi libri all’anno perché crede in un’editoria lenta, lontana dalla ricerca della novità a tutti i costi. Crede inoltre che un libro possa e debba avere una vita lunga e che vada presentato ovunque, nei festival e nelle fiere, nelle librerie e nelle biblioteche, nelle piazze e nelle osterie.

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Edizioni Castelvecchi

Il marchio editoriale Castelvecchi è stato fondato nel 1993 sull’onda di internet, dei cibernauti e della nuova ondata giovanile. Nel 1995 lancia l’esordio dei più noti “cannibali”: Aldo Nove con Woobinda e Isabella Santacroce con Fluo. Nello stesso anno esplode il fenomeno Luther Blisset con la pubblicazione di Mind Invaders che si trasformerà poi nel collettivo Wu Ming.

Altro libro d’esordio castelvecchiano è Istruzioni per l’uso del lupo, del critico e scrittore, allora ventottenne, Emanuele Trevi.

Alla fine degli anni Novanta la casa editrice intensifica la produzione dedicata a pittori, artisti e critici; un nome per tutti, Gillo Dorfles, di cui vengono ripubblicati i titoli più importanti curati da Massimo Carboni, autore a sua volta di Castelvecchi.

Oggi la casa editrice pubblica circa settanta titoli l’anno. Il catalogo comprende romanzi storici, classici del Novecento, narrativa contemporanea e saggistica. Accanto alla saggistica tradizionale si è da poco inaugurata la collana Etcetera, saggi brevi con una forte impronta divulgativa sui grandi temi della contemporaneità e infine, ma non ultima, Castelvecchi Rx , la collana di intervento politico, economico e di denuncia.

Il marchio Castelvecchi è oggi parte di Lit Edizioni.

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Edizioni Chiarelettere

Chiarelettere nasce nel maggio del 2007 come editore multimediale indipendente (libri, dvd, blog) con l’intento di creare uno spazio di informazione e di approfondimento libero, distante dall’influenza di partiti, associazioni, gruppi economici e religiosi. Per questo, fin dall’inizio, ha avuto l’appoggio di tanti autori che lavorano in modo autonomo e che si sono identificati nel progetto di Chiarelettere: siano essi giornalisti freelance, professionisti e liberi imprenditori, vignettisti, reporter, musicisti o semplici testimoni.

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Edizioni Corbaccio

Fu fondata nel 1923 da Enrico Dall’Oglio. Pubblicò dapprima opere di saggistica e politica e successivamente di narrativa.

Nel 1932 rilevò dalla Casa Editrice Modernissima la prestigiosa collana “Scrittori di tutto il mondo”, diretta da Gian Dàuli (pseudonimo di Ugo Nalato), i cui libri costavano attorno a 10 lire.

Altre collane importanti della Corbaccio furono i “Corvi” e la “Collana Storica”.

Nel 1940 alla sigla Corbaccio fu aggiunto il nome Dall’Oglio. Alla morte del fondatore (1966), la casa editrice passò al figlio Andrea, che concluse le opere complete di Italo Svevo.

Nel 1992 la casa editrice fu acquistata dalla Longanesi e riprese il nome originale Corbaccio, mentre il nome Dall’Oglio rimane di proprietà della famiglia.

Nel 2005, a seguito di un accordo tra le famiglie Spagnol e Mauri, il gruppo editoriale, comprendente Corbaccio, Garzanti, Guanda, Longanesi, Nord, Ponte alle Grazie, Salani, TEA, Vallardi e ProLibro, assunse il nome di Gruppo Editoriale Mauri Spagnol (o GeMS).

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Edizioni Einaudi

La casa editrice Einaudi viene fondata a Torino nel 1933 da un gruppo di amici, allievi del liceo classico D’Azeglio. Seppure in anni e in classi diverse, questi giovani avevano avuto tutti come professore Augusto Monti, che li aveva educati ai valori della cultura, della libertà e dell’impegno civile. Intorno al più giovane di loro, Giulio Einaudi, si erano così raccolti Leone Ginzburg, Massimo Mila, Norberto Bobbio, Cesare Pavese, affiancati successivamente da altre figure come Natalia Ginzburg e Giaime Pintor.

Se nel gruppo dei fondatori Giulio Einaudi era l’anima imprenditoriale, si può dire che Leone Ginzburg fu, di fatto, il primo direttore editoriale della casa editrice.

Sin dall’inizio è possibile intravedere quelli che saranno gli ideali fondanti dell’esperienza editoriale di Giulio Einaudi e dei propri collaboratori, cioè la commistione di impegno civile e politico ma anche intellettuale e formativo. Il clima politico-sociale dell’Italia negli anni trenta influisce sul carattere stesso della casa, che si caratterizza per una chiara impronta antifascista, e per questo numerosi esponenti furono colpiti dal regime. Infatti la casa editrice venne immediatamente presa di mira dal fascismo: nel 1935 il proprietario Giulio Einaudi fu prima arrestato, e poi inviato al confino. Ginzburg, dopo essere stato scoperto a stampare clandestinamente il giornale di Giustizia e libertà, viene torturato e ucciso dai nazisti a Roma nel 1944. L’Einaudi continua la sua attività e si fa in tre: alla redazione romana c’è Pavese, in quella milanese Vittorini, alla sede di Torino prima Mila, poi torna Pavese.

Con lui la casa editrice diversifica la sua produzione saggistica (aprendosi all’antropologia e alla psicanalisi) e comincia a essere un punto di riferimento anche per la narrativa italiana e straniera e per i classici.

Vittorini incarna la continuità dell’intreccio politico-culturale einaudiano e l’ideazione della rivista Il Politecnico è una delle imprese più rilevanti, in questo senso, dell’immediato dopoguerra. Fondamentale, inoltre, sarà in quegli anni la pubblicazione delle opere di Gramsci.

Dopo la morte di Pavese (1950) la casa editrice, è coordinata da Luciano Foà. 

Dopo aver affrontato gli intensi anni della guerra, la casa torinese si prepara al periodo della ricrescita, vivendo gli anni cinquanta come un periodo di pieno fermento ed intensa attività editoriale, in cui l’Einaudi rafforza la propria immagine di casa editrice di cultura a dispetto dell’idea di casa editrice “di partito” che aveva dato all’inizio della propria attività, politicamente schierata a sinistra.

Tuttavia i grandi progetti del fondatore devono sottendere al confronto continuo con i dati economici poiché la volontà di imprimere al catalogo una ricchezza intellettuale costringe l’editore ad attingere a fondi monetari privati, delineando un precario equilibrio finanziario. Durante gli anni sessanta il settore editoriale assume sempre più i tratti di un ambito industriale in cui agiscono marcate forze imprenditoriali e si comincia a parlare in senso strettamente commerciale di mercato e pubblico. Le politiche editoriali all’interno dell’Einaudi si pongono obiettivi e priorità differenti rispetto al passato, non si attua più una politica centrata sull’autore bensì si predilige la politica del best seller che permette successi copiosi ed immediati. Ciò conduce la casa torinese a una forte crisi identitaria negli anni settanta e ottanta, che videro la collaborazione con la casa editrice francese Gallimard per proporre sul mercato italiano le celebri edizioni della Bibliothèque de la Pléiade. In particolare il 1983 è un anno chiave per la storia della casa editrice torinese in cui coincidono tre eventi che sarebbero già rilevanti se considerati singolarmente: la ricorrenza dei cinquant’anni di vita, la pubblicazione del catalogo storico e la crisi finanziaria.

Nel 1994 l’Einaudi fu acquistata dal gruppo Mondadori, al quale appartiene tuttora. Nel 1998 ha rilevato Edizioni di Comunità.

Nel 1999 Giulio Einaudi muore a Magliano Sabina. Gli succede alla guida della casa editrice Roberto Cerati. Lo scrittore conduce l’Einaudi anch’egli fino alla morte, avvenuta nel novembre 2013. Dall’aprile 2014 il presidente della casa editrice è lo storico Walter Barberis.

Giulio Einaudi ha sempre fatto in modo che le idee editoriali nascessero dal confronto (e talvolta anche dallo scontro) fra le opinioni incrociate dei suoi collaboratori. Non era uomo di decisioni autoritarie, ma piuttosto uno stimolatore di dibattito e di entusiasmo. La sua morte ha coinciso con la fine di una stagione della casa editrice, ma non ha interrotto un lavoro già avviato dai suoi collaboratori più giovani negli ultimi anni della sua presenza.